Sul comunismo

Aurelio Valesi mi stuzzica a intervenire in merito ad un passaggio del libro di Massimo Caprara:

" Io sono stato per oltre 25 anni un prigioniero volontario di un’ideologia, di una cultura, e in questa prigionia ho militato con calore, con ardore, con convinzione. Sono stato prigioniero volontario di un’ ideologia e di una cultura autoritaria…Quella dottrina si chiama Comunismo e iol’ho vissuta consapevolmente, razionalmente, nessuno mi ha costretto; l’ho vissuta convinto di vedere una grande eredità e una grande storia, e in parte lo è stato. Ho vissuto il Comunismo nella sua versione italiana, la versione intellettuale italiana…ho vissuto il comunismo italiano e per essere più completo ho vissuto il comunismo togliattiano…Io penso che Togliatti sia ancora da studiare, attenda ancora di essere studiato perchè ha avuto un ruolo centrale nella storia del nostro Paese…La mia esperienza è di un uomo che è stato, dal 1944 (quando incontrai Togliatti) al 1969, membro della nomenclatura del Partito Comunista e quindi della sua appassionante politica. Sono stato deputato al Parlamento per oltre vent’anni, sono stato sindaco della mia città, Portici, sono stato consigliere comunale sempre di Napoli fino all’avvento del sindaco Bassolino. Poi non ho preso più nessuna tessera di partito, il Partito Comunista mi è stato sufficiente…e sono stato soprattutto segretario del capo del Partito Comunista, cioè segretario di Togliatti…Se racconto queste cose è perchè ho visto da vicino, ogni giorno per anni e anni, il volto e anche la maschera di uno dei più astuti e turpi inganni che si siano intessuti nel nostro Paese e nel mondo…ho frequentato Stalin, ho frequentato Bresnev, ho conosciuto Tito, ho conosciuto e frequentato Che Guevara da vicino, sentendolo parlare per un’ intera mattinata con Togliatti, che era così diverso da lui…Considero il Comunismo un fatale errore, fatale errore della storia, fatale errore della moralità e del mondo..considero il Comunismo soprattutto un dramma dello spirito, dell’uomo che è in ogni uomo…Il Comunismo fu una grande avventura culturale, non un partito politico dove potrebbe stare chiunque…Il Partito Comunista , che raccolse il grido di Spartaco per la liberazione degli schiavi…Il Presidente Vladimir Putin è presidente oggi della Republica Russa , che non è più l’Unione Sovietica. Sarebbe assurdo oggi pensare al Comunismo come Unione Sovietica, al Comunismo come grande impero del male, come si diceva un po’ letterariamente, ma, se non c’è il Comunismo c’è Vladimir Putin. E chi è Vladimir Putin? Il presidente della Russia non è mai stato bolscevico, però è stato colonello del KGB, della Polizia segreta dell’ex impero russo; tra l’altro la polizia segreta è molto più del Parito Bolscevico; il Partito Bolscevico può cadere, la polizia no, perchè la polizia è lo stato sovietico, e Putin evidentemente è il rappresentante personale, fisico, materiale dello stato sovietico. Putin non è il rappresentante del partito sovietico, ma dello stato sovietico, oggi legato agli interessi e alla volontà dei russi…Che Guevara combatteva per il suo partito, per la liberazione dei contadini che però non lo accettarono…Appena liberata Cuba, Che Guevara fu procuratore generale politico: fu costruttore delle grandi carceri di L’Avana…Io conobbi Che Guevara quando era ministro dell’Economia…Era venuto a trovare Togliatti e voleva entrare nella Camera dei deputati con una pistola. Mi mandarono a chiamare…Quando lo incontrai ebbi la visione di un uomo straordinario…Sono uscito nel 1969, all’epoca dell’occupazione di Praga, quando l’armata sovietica invade Praga, e non sono stato espulso dal PCI, ma radiato…Rossanda, Pintor, Natoli, io e pochissimi altri fummo radiati perchè pubblicavamo una rivista d’opinione, il Manifesto, che non incitava alla rottura…me ne andai perchè mi resi conto, e lo feci con difficoltà, che il PCI non poteva essere la verità, anzi era il contrario della verità…"

Massimo Caprara, da "IL NOVECENTO E L’ IDEOLOGIA "

Questo il mio commento:
"non me la sento di liquidare il comunismo italiano come una grande cantonata, ove milioni di cittadini si sono lasciati abbindolare da un apparato che, come giustamente afferma Caprara, continua a esistere.
Certo, il comunismo è stato anche dittatura, repressione, censura, oligarchia d’apparato.
Ma i milioni che hanno creduto nell’Utopia, in Italia, hanno agito convinti di costruire il futuro. Hanno agito per un mondo dove non esistesse lo sfruttamento, la necessità, il bisogno. Hanno creduto fortemente in un mondo di pace, di tolleranza, senza schiavitù.
Ed il loro lascito, sebbene viziato da un momento storico nel quale abbiamo ritenuto di poter spazzare via le ideologie e con loro persino la storia, è fondamentale.
Penso che ad oggi non potrei impegnarmi nel fare politica, non crederei in nulla, se non avessi l’esempio di milioni di donne ed uomini che hanno creduto di poter cambiare la società, di poterla rivoluzionare, di poterla rendere umana. Loro camminavano insieme, per alcuni chiari e semplici obbiettivi. E ad oggi il loro esempio è forse l’unica ragione per cui valga la pena camminare, visto che non siamo ancora riusciti a costruire una alternativa credibile alla società capitalista. Liberazione dell’uomo dai propri bisogni, dalle proprie necessità materiali, dalle proprie paure. Allora si chiamava comunismo. Oggi come di potrebbe chiamare? "

(Saranno cose già sentite o scritte sopra un metro un po’ stantìo, ma intanto questo è mio!)
Saluti socialisti
elexar

Circo Massimo

circoI politici italiani sono diventati molto ma molto buffi. Fa riflettere che in rete non si trovino ciritiche o elogi per ciò che sta avvenendo, ma parodie.
Sembra quasi che nessuno voglia credere che lo spettacolo d’arte varia a cui assistiamo ogni giorno, sia la vera realtà. Quasi che bastasse cambiare canale per ritornare alla normalità.
Il centro sinistra assomiglia sempre di più ad una sua ridicola caricatura. Non dobbiamo aspettarci l’armata rossa che fa abbeverare i cavalli nelle fontane del Vaticano, ma l’Armata Buffa: D’Alema con i baffoni alla stallin, Fassino col cilicio in testa tipo bandana, Rutelli con taglio di capelli alla Richard Gere in salsa tiburtina…
Ma dobbiamo invece renderci conto che E’ TUTTO VERO: il Circo è arrivato in città.
Vi propongo questo blog:
http://noicisaremo.splinder.com/
Fatene buon uso.

Craxi

Craxi_BerlusconiIndubbiamente la ghiottoneria del giorno non può che essere la dichiarazione di Fassino su Craxi. Pensate che giornata schiofosa.

Il segretario più secco della seconda repubblica ha incluso il buon Bettino Nazionale, morto durante la latitanza in un paese straniero, nel pantheon del Partito Democratico. Evviva!!! Evviva!!!

Poi Fassino ha proseguito il lungo elenco delle cazzate che ha fatto nel suo passato: pare che lui non avesse ancora commemorato le vittime dei gulag staliniani; pare inoltre che lui non avesse ancora preso atto del fatto che bisognasse cercare di salvare la vita di Moro. Insomma, il ragazzo è un po lento, ma alla fine ci arriva.

Quando farà ammenda per aver riabilitato Craxi?

Cuffaro e Falcone

falconeIl 23 Maggio 1992, quindici anni fa, cinquecento chili di tritolo uccisero Falcone e la sua scorta. L’organizzazione militare che ha organizzato la strage è stata fermata, ma ancora oggi molti nemici dell’antimafia sono al potere in Sicilia e a Roma.

In questo stralcio di Samarcanda (http://www.youtube.com/watch?v=F5MZmJLMQ9Y), le accuse (minacce?) di Cuffaro a Falcone, poco prima della strage. Ma su YouTube sono disponibili anche le intercettazioni in cui il boss Guttadauro esprime tutta la sua simpatia per il politico dell’UDC.

E a proposito dell’UDC: ora che il Partito di Casini ha abbandonato la cosca di Berlusconi mi sa che c’è qulcuno a sinistra che pensa a delle possibili alleanze con questi centristi.  Della serie meglio l’affidabile Casini agli inaffidabili comunisti. Dobbiamo presidiare, con tutte le nostre forze la sottile linea "rossa" che divide la legalità dalla mafia, Falcone da Riina. Nessuna alleanza, per nessuna ragione, con Casini.

Cuffaro e Falcone

falconeIl 23 Maggio 1992, quindici anni fa, cinquecento chili di tritolo uccisero Falcone e la sua scorta. L’organizzazione militare che ha organizzato la strage è stata fermata, ma ancora oggi molti nemici dell’antimafia sono al potere in Sicilia e a Roma.

In questo stralcio di Samarcanda (http://www.youtube.com/watch?v=F5MZmJLMQ9Y), le accuse (minacce?) di Cuffaro a Falcone, poco prima della strage. Ma su YouTube sono disponibili anche le intercettazioni in cui il boss Guttadauro esprime tutta la sua simpatia per il politico dell’UDC.

E a proposito dell’UDC: ora che il Partito di Casini ha abbandonato la cosca di Berlusconi mi sa che c’è qulcuno a sinistra che pensa a delle possibili alleanze con questi centristi.  Della serie meglio l’affidabile Casini agli inaffidabili comunisti. Dobbiamo presidiare, con tutte le nostre forze la sottile linea "rossa" che divide la legalità dalla mafia, Falcone da Riina. Nessuna alleanza, per nessuna ragione, con Casini.

Le terze vie

Quoto dal blog "titollo.ilcannocchiale.it"… della serie… non siamo soli!!!

Molte "terze vie" hanno caratterizzato la storia della sinistra italiana. Lontana quella a cui pensava Enrico Berlinguer, assistiamo al rincorrersi di formule diverse. Qual è la vera, o la possibile, terza via, araba fenice di tutte quelle che furono, e forse vorrebbero ancora essere, la sinistra italiana? L’ultimo prodotto della scienza politica è il Partito Democratico. Da un lato questa affannosa ricerca  è apprezzabile, perché mostra come non sia ancora del tutto spenta la consapevolezza dell’ irriducibilità della politica alla pura amministrazione o alla logica di mercato. Dall’altro vi è pure il timore che si vogliano prendere le distanze non solo dagli eccessi liberisti, ma pure da una parola che sembra impronunciabile, socialismo, e che malgrado tutto indica ancora grandi temi che solo in Italia si continuano ad ignorare. A me sorge il sospetto che tutto si risolverà nel versare una goccia d’olio sociale (o di pietismo cattolico) nell’implacabile durezza delle politiche economiche. Mentre siamo in trepida attesa della decisione finale, tiriamo avanti con il solito metodo Ciampi. Come al solito, infallibile.

Vicenza

Io a Vicenza ci andrò.
Ci andrò perchè la costruzione della linea politica estera italiana non può più passare dall’accettazione passiva delle richieste americane,
Ci andrò perchè il patto atlantico deve essere rivisto, ed in chiave ONU. Non possiamo pensare di risolvere i conflitti tra stati solo contando sulla forza degli Stati Uniti, e se lo accettiamo, smettiamo di riempirci la bocca con l’importanza degli organismi sovranazionali.
Ci andrò perchè  l’uscita di Amato sui rischi di infiltrazioni antipolizia è qualcosa di ridicolo, messo su apposta per far fallire una civile e democratica protesta.
Andrò a Vicenza perchè il mio governo non può agire alla stregua del governo Berlusconi, mettendo in cantina l’articolo 11 della costituzione quando non serve, per poi ritirarlo fuori solo come principio generale.
Andrò a Vicenza coi compagni del nostro partito, che vivono lì la senzazione tristissima di un’impotenza della politica, di fronte a scelte calate dall’alto.
Andrò a Vicenza per mostrare al governo che questo mio è un sentimento condiviso, popolare, lo stesso che ha portato in piazza centinaia di migliaia di persone per la pace.
Al governo dobbiamo chiedere chiarezza, trasparenza, ed un’impegno maggiore affinchè il sentimento del popolo che lo ha eletto sia rappresentato nelle scelte esecutive.

ANTEPRIMA!! il manifesto del PD

Dal blog amico "angolosbocco.ilcannocchiale.it". Invito a diffondere!

Noi, i Democratici, amiamo l’Italia. E nel rispetto della Costituzione, che riconosce la famiglia come società naturale fondata sul matrimonio, vogliamo che il Partito Democratico (maschile) sposi l’Italia (femminile).
L’Italia è una nazione d’Europa. E noi creeremo l’Europa a nostra immagine e somiglianza, superando gli steccati e le divisioni dei secoli passati. Abbiamo la forza per riuscire dove altri sono falliti. Raggiungeremo la sintesi tra illuminismo e cristianesimo, sulle tracce del lavoro svolto da Immanuel Kant, primo grande Democratico. Terremo assieme le storie di Napoleone e Gandhi, perché imperialismo e non-violenza possono essere valori che si tengono e che insieme danno vita a una nuova storia. Daremo vita una cultura che unisce Giulio Cesare e Vercingetorige, perché oppressi e oppressori non possono rimanere divisi dagli steccati di 2100 anni fa. Costruiremo un Partito Democratico che sia la casa accogliente di tutti, socialisti europei e popolari kenioti, liberali inglesi e democristiani italiani.
Parleremo alle associazioni e al mondo della cooperazione, siglando un patto che preveda un nostro impegno a parlare e un loro impegno ad ascoltare.
Costruiremo un ricambio generazionale, guidato dall’esperienza di chi ha condotto i partiti fuori dalla prima repubblica, per fare sì che chi avrà 20 anni nel 2010 possa essere classe dirigente, nel 2055. Vogliamo però che negli organismi dirigenti vi siano i giovani: almeno un 10% di embrioni in ogni esecutivo, a qualunque livello.
L’Ulivo è il nostro partito, verdino il nostro colore, abbiamo un sogno nel cuore, costruire un mondo d’amore. Etero.
I 12 saggi: Cip, Ciop, Topo Gigio, Tip, Tap, Orazio, Clarabella, Enrico la talpa, Calimero (per la quota immigrati), Salvatore Vassallo, Luciano Violante, Paperoga.

il pd nascerà nel 2008

e io mi chiedo chi lo ha deciso? in quale sede? e poi lo chiamano democratico. Badate bene, questa non è nemmeno la proposta di fassino, ma dei saggi. i saggi? chi sono sti stronzi? chi ha detto che sono saggi e non gli ultimi pezzi di merda della terra.

chi?

e ancora: chi?

Il materialismo storico è un atto di fede?

Pongo questa questione non per farsi inutili seghe mentali, ma per capire se la metodologia di approccio alla realtà è sempre la stessa individuata dai padri, oppure se nell’intraprendere un percorso politico "nuovo", dobbiamo cambiare la nostra metodologia.

Intanto, lancio la mia chiave di lettura:
credo che non si tratti di cambiare l’approccio ai problemi, bensì di riuscire a ricostruire una base di interpretazione consapevole dei cambiamenti avvenuti nella conformazione del mondo del lavoro e dell’economia dei paesi industrializzati. E ovviamente, consapevoli del fatto che mentre noi ci affaccendiamo per capire come cambia (per esempio) il mondo del lavoro in Italia, il sud del mondo è ancora impegnato nella liberazione dell’uomo da decenni di prevaricazioni del capitale.
Quindi, ricostruire un quadro di interpretazione significa anche ridare slancio alla nostra azione politica.

Che ne pensate?